Il consiglio dei ministri ha approvato un decreto legge che riguarda l'università e sembra che sistemi alcuni dei problemi aperti dalla legge 133.
Potete leggere il testo del testo del decreto
oppure potete vedere le dichiarazioni del ministro in conferenza stampa inserendo in VLC sotto la voce flusso di rete questo indirizzo http http://video.palazzochigi.it/gelmini_061108.asx .
Il decreto (letto ed interpretato da me) prevede:
-il blocco totale delle assunzioni per tutti gli atenei che spendono più del 90% del proprio FFO per pagare i propri dipendenti.
-la modifica del blocco al 20% del turn over previsto per tutte le università nel triennio 2009-2011 previsto dalla legge 133, imponendo invece un blocco al 50% calcolato in base alla spesa, mentre prima si contavano anche le teste quindi non si sarebbe potuto assumere più di 2 persone ogni 10 pensionamenti indipendentemente dai relativi stipendi.
-l'obbligo per le università di spendere almeno il 60% dei fondi destinati alle assunzioni a contratti per ricercatori a tempo determinato o indeterminato. La Gelmini sostiene che per ogni docente andato in pensione si potranno assumere 2 (o addirittura 3) ricercatori, è necessario dire che il contratto di un docente ordinario costa in media 100 000 euro mentre un ricercatore a tempo pieno costa in media 50 000 euro, quindi dovendo rispettare il blocco del 50% non sarà possibile assumere più di un ricercatore a tempo pieno (con contratto indeterminato).
-la modifica delle regole per la composizione delle commissioni che decideranno chi vincerà i bandi di concorso per professori e ricercatori nei prossimi mesi. Si prevede che dei 5 professori componenti la commissione 4 vengano estratti a sorte da una rosa di 12 nomi eletti dai docenti di quel settore disciplinare. Personalmente ritengo questo un provvedimento puramente demagogico. Perchè innanzitutto è una norma provvisoria in quanto c'è l'intenzione di rinnovare completamente le modalità di assunzione dei docenti, il ministro ha già presentato un disegno di legge in cui propone che i docenti siano chiamati direttamente dai dipartimenti che potranno scegliere il nome che preferiscono (senza concorso) tra una rosa di idonei stilata dal ministero a livello nazionale. Inoltre nel passato si è già provato a estrarre a sorte tutti i componenti della commissione (non 4 su 5 come si farà adesso) eppure evidentemente questo non risolve il problema dei concorsi in cui uno dei partecipanti sa già prima chi sarà il vincitore.
-l'aumento della quota di FFO distribuito alle università in base al merito , valutando la qualità dell’offerta formativa e i risultati dei processi formativi; la qualità della ricerca scientifica; la qualità, l’efficacia e l’efficienza delle sedi didattiche. Questa quota passa dal 3% al 7% e costituisce i 500 milioni di cui parla la ministra in confereza stampa lasciando crede e lasciando scrivere ai giornali per i 4 giorni che sono passati tra l'approvazione del decreto e la sua pubblicazione che questi fossero nuovi fondi, mentre invece sono solamente soldi che verranno distribuiti alle università meritevoli dopo averli tolti alle università che probabilmente hanno più difficoltà a chiudere il bilancio.
- nuovi stanziamenti rivolti all'università: 65 milioni di euro destinati all'edilizia universitaria e 135 milioni destinati ad assegnare le borse di studio agli aventi diritto che erano rimasti esclusi.
Infine il consiglio dei ministri ha approvato un documento in cui annuncia che nel corso della legislatura saranno riformati:
_ le modalità di assunzione dei docenti
_ le scuole di dottorato
_ il sistema di governo delle università
_ il sistema di valutazione del merito